È pronto, anche quest’anno, il presepe della Motella. I veli verranno tolti la notte di Natale, dopo la Messa solenne della mezzanotte.  E sarà magia ancora.

Il presepio della Motella (frazione di Borgo San Giacomo) è il prodotto raffinato della fatica di alcuni amici che si sono voluti riunire per realizzare un capolavoro di creatività.
Il “miracolo scenografico” è opera di un gruppo di giovani di “paese”, una manciata di uomini guidato da uno scenografo professionista, a dimostrare quanto possono essere efficaci le sinergie in coesione tra chi sa creare e chi ha voglia di lavorare con passione.  Si, perché sono solo la passione e la personale soddisfazione che guidano gli artefici dell’apprezzatissima natività motellese, visitata da file interminabili di persone (nel 2016 sono state 17000) che, durante tutto l’arco delle feste natalizie, arrivano da tutta la Lombardia con la voglia di lasciarsi trasportare dal fascino che la ricostruzione evoca. Un gruppo di giovani della Bassa che alla fine di ogni estate si dà appuntamento presso l’ex sede delle scuole elementari del paesino della Motella e si dedica a quella che in molti hanno definito “una magica scenografia teatrale”. L’iniziativa s’appoggia sulle spalle, da queste parti ancora generose per fortuna, della buona volontà e della voglia di stare insieme nel nome dei contenuti e delle voglie sane. Il presepio meccanico della Motella è un capolavoro, “allestimenti del genere non se ne vedono molti” dice la gente che da anni lo visita. Di fatto l’opera, oltre che dare risultati strabilianti dal punto di vista meccanico e tecnologico, non cade (come spesso accade) nella ricostruzione degli ambienti, nel retorico. Alla Motella sono proprio le scenografie d’insieme, di anno in anno più ricche, il punto di forza, l’ attrattiva principe e l’aspetto mirabile che lascia il visitatore a bocca aperta. Lo sforzo del gruppo promotore è notevole proprio nel rigore e nella sapienza ricostruttiva degli ambienti che, più di 2000 anni fa, ospitarono in quella terra lontana la sacra Natività.

Gian Mario Andrico